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Il percorso di altre forme di animazione digitale in una   conversazione “esclusiva” con un autore del corto


Oggi parliamo di un approccio all’animazione digitale differente dalle grandi produzioni, come quelle Pixar. Anche in Europa esistono scuole e produzione d’animazione che, pur in un contesto differente, conseguono risultati e traguardi. La scuola di animazione PrimerFrame di Valencia lavora in un contesto internazionale. C’è un corto che sta girando, anche i concorsi, dal titolo “FriendSheep”. In Italia la “stampa” non se n’è ancora occupata, siamo felici di essere noi i primi.

Parlando della storia e del soggetto, si tratta di un contesto di animali antropomorfi, vestiti con comportamenti umani e si muovono in città, dove un lupo che pulisce i vetri di un grattacielo, sogna di lavorare negli uffici, gestiti da un cane, dove lavorano delle pecore. Nonostante le diffidenze iniziali, il lupo riesce a interagire con le pecore, in un lavoro d’ufficio, nutrendosi con cibo per cani e trattenendosi dal suo istinto che vedrebbe le pecore come sue prede naturali, finché un incidente gli ricorda la sua natura.

Andrea Varriale, è un italiano, di Napoli, un allievo della scuola che ha partecipato al corto, come animatore e addetto alle illuminazioni, e ci spiega che si è trattato di un lavoro d’equipe: “Il processo produttivo del corto è iniziato a marzo 2010, con proposte di idee inedite e votazioni, fino alla scelta del tema della storia, e si è concluso un anno dopo. Con brainstorming e riunioni creative, abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura della storia, il design dei personaggi e degli scenari con l’ambientazione negli anni ’80 e lo stile cartoon ma non troppo.”

Tecnicamente, continua Andrea Varriale:

“Il cortometraggio è stato realizzato interamente in grafica computerizzata tridimensionale, con un’animazione 3D  “tradizionale” senza cioè l’uso di tecniche d’animazione di registrazione del movimento come il motion/performance capture. Lo stile cartoonistico è stato probabilmente influenzato dai caposaldi dell’animazione che da sempre tutti noi ci portavamo dentro.”

 La vicenda presenta più livelli di lettura, già dall’ ideazione del corto:

“Nel processo creativo della storia, abbiamo fatto una scelta di personaggi tipici di una favola ellenica. Vi era la volontà di creare una metafora anche della nostra società.

Nel cortometraggio si affrontano i temi del lavoro, delle insoddisfazioni della vita, l’amicizia tra esseri appartenenti a strati sociali e naturali differenti, ma anche il cinismo e la determinazione, il ruolo dell’istinto.

 La figura del lupo si evolve nel corso del cortometraggio: inizialmente spinto dalla fame e dalla voglia di una succulenta pecora, si finge un informatico e presenta il suo improbabile curriculum al presidente dell’associazione FriendSheep.

Poi scopre, nella figura altruista della pecorella alternativa, un’insolita amicizia e la passione per la carne in scatola per cani. Nonostante le sue intenzioni iniziali la vita in azienda gli piace e si sente per la prima volta nella vita davvero appagato e soddisfatto. Ma l’assenza di cibo fa precipitare la situazione e l’istinto prevale sulla sua buona volontà.”

Se la cultura, e i concetti moderni di società, invitano a darsi da fare per migliorare la propria situazione con la buona volontà e il lavoro, la radice antica dei caratteri di questi personaggi, assimilati ai topoi una favola greca appunto, ricordano con una ironia della sorte un po’ sinistra che la natura può fare brutti scherzi e far ricordare a un lupo che è un lupo e che le pecore sono pecore.

Il corto (visibile per intero qui) sta avendo l’attenzione di vari concorsi come l’Anima 2012 di Bruxelles e anche i Goya 2012, i prestigiosi premi del cinema spagnolo, fino al Festival Internacional de Cine del Uruguay , fuori Europa e nel mondo quindi, dove si parla del corto  anche tra Brasile, Giappone, Romania, Grecia, Portogallo.

Fa particolarmente piacere essere i primi a parlare, in Italia, di qusto corto e di questi autori che meritano di farsi conoscere anche qui, luogo da dove alcuni provengono.

Vedi il corto “FriendSheep” qui.

Visita il sito del corto “FriendSheep”.

Andrea Di Cosmo

 

 

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