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	<title>corto visioni nella rete</title>
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		<title>This Is Love. Il corto contro l&#8217;omofobia per la giornata internazionale del 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 10:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cortometraggi di utilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata mondiale contro l'omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[This Is Love]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; C&#8217;è questa musica che subito ti prende e tu prendi a rilassarti. E la mente comincia a viaggiare. E poi sul monitor del tuo PC compare una schiena nuda. Sì, dico davvero. All&#8217;inizio c&#8217;è un corpo nudo ripreso all&#8217;altezza della colonna vertebrale. E quella musica! Bella, coinvolgente. Tracina i sensi in modo [...]]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.queerblog.it/post/59051/lamore-omosessuale-e-amore-video-contro-lomofobia-di-genova-palazzo-ducale-fondazione-per-la-cultura" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://static.blogo.it/queerblog/f/f2f/SandroPenna_NiclaVassallo.jpg" width="372" height="210" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large">C&#8217;è questa musica che subito ti prende e tu prendi a rilassarti. E la mente comincia a viaggiare. E poi sul monitor del tuo PC compare una schiena nuda. Sì, dico davvero. All&#8217;inizio c&#8217;è un corpo nudo ripreso all&#8217;altezza della colonna vertebrale. E quella musica! Bella, coinvolgente. Tracina i sensi in modo totale.<span id="more-1551"></span> E, quando i tuoi occhi già si sono abituati a quell&#8217;immagine, quasi fissa, in un bianco e nero assai efficace, ecco comparire la mano destra dell&#8217;artista: regge lo strumento del suo mestiere di calligrafa. L&#8217;incedere del suo comporre parole è sinuoso e le lettere si dipanano in modo lento su quell&#8217;inusuale mezzo di scrittura per mostrarcene il risultato, un aforisma. E poi che accade? La composizione si ripete più volte e ci offre diverse frasi che hanno un solo elemento in comune: l&#8217;amore. E il commento musicale sale, sale e non ci fa male, mentre ci accompagna in questo viaggio dei sensi. Fin dove si spingeranno i gesti della pittrice di parole? Altri termini si formano in modo lento sul corpo senza veli e senza coltri. Altri sentimenti profondi. Altro amore. Amore <i>altro</i>. Amore e basta. Perché l&#8217;amore non ha etichette, non ha servi né padroni, non vuole lacci e lacciuoli. Perché il suo fine è quello di volare libero e di prendere per mano chi voglia abbandonarsi ad esso. Perché non è possibile ingabbiarlo in pericolose ideologie escludenti. Perché in esso si racchiude il più alto gesto di spiritualità che essere umano possa sperimentare. Perché è in grado di elevarci e, infine, perché non può rappresentare l&#8217;esclusiva di qualcun*.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Di quell&#8217;amore parla il video <i>This Is Love</i>, che <i>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</i> ha prodotto quest&#8217;anno – con il patrocinio della Commissione Pari Opportunità della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) – in occasione della Giornata Internazionale di lotta all&#8217;omofobia, grazie alla sapiente regìa di serena Gargani, la quale è riuscita a rimescolare i nostri sentimenti, complice la musica della band britannica <i>Mogwai</i>, in modo assai profondo.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Un plauso va alle ideatrici ed agli ideatori del breve script ovvero la calligrafa Francesca Biasetton, le cui abili mani hanno vergato gli aforismi d&#8217;amore sul corpo nudo, la filosofa Nicla Vassallo, che ha prestato la sua schiena alla realizzazione del video, la docente di danza (ma è tante altre cose) Elvira Bonfanti, l&#8217;anima della Fondazione per la cultura del <i>Ducale</i> di Genova, Luca Borzani ed il professor Vittorio Lingiardi. E poi ci sono quei testi dalla forza prorompente – che riporto alla fine di questo post – a ricordarci che l&#8217;amore va oltre le barriere mentali imposte dalle menti grette.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Da qualche anno a questa parte la comunità umana internazionale ha cominciato a dedicare alla piaga della violenza omofobica ben più della giornata che è stata stabilita a livello mondiale il 17 maggio di ogni anno: un&#8217;intera settimana di eventi, incontri, dibattiti, flash mob, video, presentazioni di libri, reading, veglie spirituali, spettacoli e quant&#8217;altro, organizzati da tante persone determinate che ogni giorno lottano per il pieno riconoscimento di pari diritti umani alle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans, animano quindi questi sette giorni di intenso amore nel ricordo perenne delle tante vittime dell&#8217;odio omofobico che, lo sottolineo, non sempre cadono sotto i colpi di pistola, di bastoni, di altri corpi contundenti o delle semplici mani nude, ma anche a causa delle parole d&#8217;odio che vengono rivolte loro da individui ignoranti e del tutto privi di educazione omo-sentimentale.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Perché nell&#8217;amore non c&#8217;è paura. Altrimenti non può dirsi tale. Perché l&#8217;amore non ha confini. Altrimenti è una gabbia. Perché l&#8217;amore ci fa respirare l&#8217;infinito. E, una volta provato, non vogliamo tornare indietro più. Perché non si sceglie il dolore.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><i>Fuggono i giorni lieti.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large"><i>Lieti di bella età.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large"><i>Non fuggono i divieti.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large"><i>Alla felicità.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large">(Sandro Penna)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><i>It is incredible how essential to me you have become.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large">(Vita Sackville-West)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><i>As<span style="font-family: Times New Roman,serif">í</span> mi coraz<span style="font-family: Times New Roman,serif">ó</span>n de noche y d<span style="font-family: Times New Roman,serif">í</span>a,</i></span></p>
<p><span style="font-size: large"><i>preso en la c<span style="font-family: Times New Roman,serif">á</span>rcel del amor oscura,</i></span></p>
<p><span style="font-size: large"><i>llora sin verte su melancol<span style="font-family: Times New Roman,serif">í</span>a.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large">(Federico Garc<span style="font-family: Times New Roman,serif">í</span>a Lorca)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><i>Sont des amours aussi, tendres et furieuses.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large">(Paul Verlaine)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-xhGP75i0eA" target="_blank">Guarda il video</a> e diffondilo!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fthis-is-love-il-corto-contro-lomofobia-per-la-giornata-internazionale-del-2013%2F&amp;title=This%20Is%20Love.%20Il%20corto%20contro%20l%E2%80%99omofobia%20per%20la%20giornata%20internazionale%20del%202013" id="wpa2a_2"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>LovinGenova. Un cortometraggio ma anche un atto d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 06:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Dennis Cabella]]></category>
		<category><![CDATA[LovinGenova]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Ercole]]></category>

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		<description><![CDATA[Con lo slogan “Ancient, New, Magic, True” si apre, dopo un&#8217;introduzione assai efficace, il cortometraggio LovinGenova (I, 2012, 18&#8242;,59&#8221;) una piccola, graziosa opera di promozione turistica che ci offre un&#8217;immagine del capoluogo ligure davvero unica, come unico è il tratto che si cela dietro ai suoi fotogrammi. Diretto da Dennis Cabella e Marcello Ercole – [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.linkedin.com/in/illusiongroup" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-1544" alt="" src="http://www.cortometraggiblog.it/files/2013/04/FOTO-LINKEDIN-BN-300x248.jpg" width="300" height="248" /></a></p>
<p><span style="font-size: large">Con lo slogan “</span><span style="font-size: large"><i>Ancient, New, Magic, True</i></span><span style="font-size: large">” si apre, dopo un&#8217;introduzione assai efficace, il cortometraggio </span><span style="font-size: large"><i>LovinGenova</i></span><span style="font-size: large"> (I, 2012, 18&#8242;,59&#8221;) una piccola, graziosa opera di promozione turistica che ci offre un&#8217;immagine del capoluogo ligure davvero unica, come unico è il tratto che si cela dietro ai suoi fotogrammi.<span id="more-1537"></span></span></p>
<p><span style="font-size: large">Diretto da <a href="http://vimeo.com/illusiongroup" target="_blank">Dennis Cabella</a> e <a href="http://vimeo.com/illusiongroup" target="_blank">Marcello Ercole</a> – che ne ha anche curato la fotografia – per la </span><a href="http://www.illusion-group.it/web" target="_blank"><span style="font-size: large"><i>Illusion</i></span></a><span style="font-size: large">, la casa di produzioni video che entrambi hanno fondato nel 2003 per far fronte alle richieste più disparate di un mercato fatto di piccole e medie imprese come di privati, </span><span style="font-size: large"><i>LovinGenova</i></span><span style="font-size: large"> rappresenta molto più di un lungo spot che dovrebbe invogliare i turisti e le turiste a visitare Genova; esso è un vero e proprio atto d&#8217;amore per una città dai mille scorci adatti a finire sulla pellicola.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Voluto dall&#8217;</span><a href="http://www.turismo.comune.genova.it/" target="_blank"><span style="font-size: large"><i>Ufficio Sviluppo e Promozione del Turismo del Comune di Genova</i></span></a><span style="font-size: large">, commissionato da </span><span style="font-size: large"><i>Genoa Municipality</i></span><span style="font-size: large"> attraverso l&#8217;agenzia </span><a href="http://www.mercomm.it/" target="_blank"><span style="font-size: large"><i>M&amp;R Comunicazione</i></span></a><span style="font-size: large"> – cui appartiene lo script – ed interpretato da Manuela Parodi e Riccardo Vianello, questo corto ci propone le mini storie parallele di due coppie di persone come tante che si muovono per le strade di Genova alla scoperta delle sue mille bellezze, impreziosite dalla cura fotografica dei suoi autori, ai quali va ascritto il grande merito di averci proposto tanti itinerari, noti e meno noti, visti con gli occhi e lo stupore del turista ma anche con il sentimento di gratitudine di chi a Genova è nato. E così i nostri due interpreti ci accompagnano per poco più di un quarto d&#8217;ora per </span><span style="font-size: large"><i>creuse</i></span><span style="font-size: large"> e per vicoli, per mare e per terra, in un tragitto che spiega bene il rapporto del capoluogo ligure con i monti alle spalle ed il mare davanti, una struttura urbana lunga e stretta unica al mondo. Campo Pisano, i Parchi di Nervi, </span><span style="font-size: large"><i>Galata</i></span><span style="font-size: large"> il museo del mare, ma anche i tetti di Genova con i suoi campanili medievali e moderni, la sopraelevata e le vie dai palazzi risorgimentali, via </span><span style="font-size: large"><i>XX</i></span><span style="font-size: large"> ed il Porto Antico, i pescatori che perpetuano il rito antichissimo del rammendo delle reti logore, la Commenda di Pre ed il chiostro triangolare di Sant&#8217;Agostino, piazza della </span><span style="font-size: large"><i>Nunziata</i></span><span style="font-size: large"> e il mare, anch&#8217;esso monumento genovese. E il sole. Tanto sole, ad illuminare strade e gesti, sguardi e monumenti. E che dire del Bigo e dell&#8217;Acquario? Magia pura. Come quella che ti prende quando addenti un pezzo di focaccia genovese e il suo impasto dal sapore unico comincia a sciogliersi in bocca e tu non puoi fare a meno di pensare: “</span><span style="font-size: large"><i>Io qui ritornerò</i></span><span style="font-size: large">”.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Un particolare colpisce, più di tanti altri, di </span><span style="font-size: large"><i>LovinGenova</i></span><span style="font-size: large">: lo sguardo della donna e dell&#8217;uomo è spesso rivolto verso l&#8217;alto perché, se è vero che il capoluogo ligure è bello in ogni suo scorcio artistico, le meraviglie più preziose si possono apprezzare solo se si alza la testa, ad ammirare le mille pietre preziose di un luogo dell&#8217;anima che si è sviluppato anche in altezza, forse per essere un po&#8217; più proteso al cielo che non alla terra.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Ed è proprio vero, Genova è un misto di antichità, innovazione, magia e veridicità, come dimostra la bellezza delle immagini che il duo Cabella/Ercole è riuscito a mettere insieme con una maestria che è pari solo alla sua professionalità.</span></p>
<p><span style="font-size: large">E poi c&#8217;è il tributo più grande, a quel Centro storico che, oltre ad essere il più esteso d&#8217;Europa, è anche il più inter etnico che esista: lì puoi trovare persone delle più disparate origini umane a convivere da secoli, poiché Genova è una delle città più tolleranti che esistano. Una piccola grande Casbah all&#8217;interno della quale qualsiasi articolo merceologico che ti venga in mente di acquistare c&#8217;è. Basta saperlo cercare.</span></p>
<p><span style="font-size: large">E, mentre l&#8217;occhio della macchina da presa spia i due protagonisti durante le loro scorribande genovesi, l&#8217;occhio di chi guarda si scopre umido dall&#8217;emozione, perché tante bellezze, umane ed urbanistiche, tutte insieme chi le ha viste mai?</span></p>
<p><span style="font-size: large">Pietre che parlano. Occhi che parlano. Gesti che parlano. E come cornice una delle città italiane più belle del mondo. Una bellezza aspra, a tratti difficile, come il carattere di molti suoi abitanti, poco avvezzi al complimento, dalle risate a denti stretti, il cui cuore è facile da conquistare, se niente niente ti metti a socializzare. E poi c&#8217;è il riconoscimento ad una gastronomia gustosa ma semplice, povera ma invitante.</span></p>
<p><span style="font-size: large">E ancora sentieri di campagna ed alture, mare visto dall&#8217;alto e colline osservate dal basso. I forti e le casematte, i prati e le vie ingolfate di autoveicoli, il borgo marinaro più famoso di Genova, Boccadasse e la chiesa più particolare di tutte, San Pietro in Banchi, un edificio sopraelevato messo lì a protezione delle botteghe sottostanti.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Chi ancora non fosse convinto a venire a Genova ha due alternative: consultare un&#8217;enciclopedia oppure guardare per intero il cortometraggio di Dennis Cabella e di Marcello Ercole, disponibile in tutti gli </span><span style="font-size: large"><i>Info Point</i></span><span style="font-size: large"> sparsi per il centro della città; così facendo, potrà assorbire per intero l&#8217;influenza benefica di una città magica e vera, che sa d&#8217;antico e di nuovo al tempo stesso.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Una sola avvertenza: una volta interiorizzati quei luoghi e quei sapori, quegli odori e quegli scorci sarà impossibile tornare indietro e, come il marinaio che, trascorsi anni ed anni a far commerci oltremare, sente forte la nostalgia delle coste genovesi che gli diedero i natali, chiunque vorrà mettere piede sul suolo genovese almeno una volta, per poi farvi ritorno. Perché la vita è un cerino e le cose belle è meglio imprimerle subito nella memoria, prima che sia troppo tardi.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Difficile, per la sottoscritta, essere obiettiva, quando si parla della sua città natale e infatti questo mio post apparirà ai più come una sorta di spot promozionale messo giù a parole. Se così fosse, vorrebbe dire che il mio scopo è stato raggiunto in pieno: parlare di un corto unico nel suo genere mentre elogio Genova e quei tanti scorci magici che ne fanno, a tutti gli effetti, un luogo del cuore.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Un plauso, quindi, alla premiata ditta Cabella/Ercole, a cui va un altro indubbio merito, quello di averci donato un piccolo diamante dalle mille sfaccettature: di cielo e di mare, di pietre e di scogli, di metallo e di sogni. Per continuare a sognare ancora nella città del cuore.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Ah, dimenticavo! Ci si vede in piazza delle Erbe per l&#8217;aperitivo&#8230;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1fQSH9gEshk" target="_blank"><span style="font-size: large">Guarda il trailer</span></a></p>
<p><!--<br />
P { margin-bottom: 0.21cm; }<br />
--><a href="https://www.facebook.com/dennis.cabella" target="_blank"><span style="font-size: large">Vai al profilo Facebook di Dennis Cabella</span></a></p>
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P { margin-bottom: 0.21cm; }<br />
--><a href="https://www.facebook.com/marcello.ercole.3?fref=ts" target="_blank"><span style="font-size: large">Vai al profilo Facebook di Marcello Ercole</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Flovingenova-un-cortometraggio-ma-anche-un-atto-damore%2F&amp;title=LovinGenova.%20Un%20cortometraggio%20ma%20anche%20un%20atto%20d%E2%80%99amore" id="wpa2a_4"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Amarcort Film Festival. La rassegna riminese dedicata ai corti ha spento cinque candeline</title>
		<link>http://www.cortometraggiblog.it/generici/amarcort-film-festival-la-rassegna-riminese-dedicata-ai-corti-ha-spento-cinque-candeline/</link>
		<comments>http://www.cortometraggiblog.it/generici/amarcort-film-festival-la-rassegna-riminese-dedicata-ai-corti-ha-spento-cinque-candeline/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 10:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi per cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Amarcort Film Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[concorsi cortometraggi]]></category>
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		<category><![CDATA[cortometraggi di utilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Fellini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La passione per il cinema ed i cortometraggi sono i due elementi che caratterizzano il gruppo di persone che ha dato vita all&#8217;Amarcort Film Festival, la rassegna riminese di cinema breve, locale ed internazionale; ne fanno parte SMArt Academy, un&#8217;associazione culturale romagnola di respiro nazionale che organizza corsi ed attività artistiche che vanno dalla [...]]]></description>
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<p><a href="http://news.abcrimini.com/category/cultura/" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://news.abcrimini.com/wp-content/uploads/2012/09/logo_amarcort_stampa.jpg-300x166.jpg" width="300" height="166" /></a></p>
<p><!--<br />
P { margin-bottom: 0.21cm; }<br />
--><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">La passione per il cinema ed i cortometraggi sono i due elementi che caratterizzano il gruppo di persone che ha dato vita all&#8217;</span><a href="http://www.amarcort.it/index.html" target="_blank"><span style="color: #000000"><i>Amarcort Film Festival</i></span></a><span style="color: #000000">, la rassegna riminese di cinema breve, locale ed internazionale; ne fanno parte </span><span style="color: #000000"><i>SMArt Academy</i></span><span style="color: #000000">, un&#8217;associazione culturale romagnola di respiro nazionale che organizza corsi ed attività artistiche che vanno dalla danza al teatro, Alessandro e Fabio Ceccarelli nelle vesti di direttore organizzativo e di responsabile grafico, Maurizio Ferrante, che svolge il ruolo di responsabile tecnico, Simona Meriggi, la direttrice artistica, Marco Serio in qualità di ideatore delle comunicazioni cartacee, Luca Capello, cameraman, montatore e tecnico audio/video, Sara Paci, la PR del gruppo e Barbara Bastianelli, che gestisce l&#8217;ufficio stampa.<span id="more-1532"></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">Quali sono i punti di forza di questa vetrina di cinema in corto? Uno, sopra a tutti: la ferma volontà di valorizzare registi e produzioni indipendenti, per far conoscere e divulgare le loro storie e le emozioni che è possibile cogliere guardando i loro cortometraggi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">Patrocinato dalla Provincia di Rimini e dalla </span><span style="color: #000000"><i>Fondazione Fellini</i></span><span style="color: #000000"> e sostenuto dalla </span><span style="color: #000000"><i>Cineteca di Rimini</i></span><span style="color: #000000">, l&#8217;</span><span style="color: #000000"><i>Amarcort Film Festival</i></span><span style="color: #000000"> intende portare avanti l&#8217;idea felliniana di cinema, quella che ha a che fare con i diversi linguaggi che ogni autrice ed ogni autore hanno dentro di sé e che riescono, grazie al grande potere comunicativo del corto, a trasmettere all&#8217;occhio di chi guarda. Perché – come soleva dire Federico Fellini – “</span><span style="color: #000000"><i>Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita</i></span><span style="color: #000000">”.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">L&#8217;edizione 2012 dell&#8217;AFF si è svolta durante il ponte di Ognissanti ed ha potuto contare su anche sull&#8217;appoggio fattivo della stessa fondazione intitolata a Fellini, ai cui esponenti spetta la scelta delle opere brevi più degne di menzione.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">Tre le sezioni dei cortometraggi:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000"><b>AMARCORT</b></span><span style="color: #000000"> – in cui confluiscono i corti della durata massima di 17&#8242;</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000"><b>GRADISCA</b></span><span style="color: #000000"> – per i corti cortissimi, quelli che rimangono entro i 4&#8242;</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000"><b>FULGOR</b></span><span style="color: #000000"> – riservata alle autrici ed agli autori romagnoli</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">Chi si aspettasse di partecipare all&#8217;ennesimo concorso di corti sbaglierebbe, giacché l&#8217;AFF, dal 2010, organizza pure un concorso fotografico denominato </span><span style="color: #000000"><i>Paparazzo</i></span><span style="color: #000000">, anche se non è tutto: ogni anno il comitato organizzatore offre alle autrici ed agli autori che partecipano alla fase finale della vetrina riminese la possibilità di collaborare in modo fattivo alla realizzazione della sigla iniziale del festival.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">C&#8217;è di più: </span><span style="color: #000000"><i>Amarcort</i></span><span style="color: #000000"> organizza anche la proiezione di cortometraggi di utilità sociale e coinvolge ogni anno le scolaresche di alcuni istituti superiori, mentre la rassegna </span><span style="color: #000000"><i>Amarcort in Spiaggia</i></span><span style="color: #000000"> offre ad un pubblico sempre più ampio la possibilità, durante il periodo estivo, di apprezzare i lavori in corto delle edizioni precedenti del festival, grazie alla collaborazione con </span><span style="color: #000000"><i>Rimini terme</i></span><span style="color: #000000">; per non parlare della proiezione di alcune opere fuori concorso, a scelta del comitato organizzatore. Il tutto con un pensiero costante rivolto al genio felliniano cui vengono dedicate, di anno in anno, le immagini grafiche che accompagnano le attività del concorso riminese; un modo per onorare tutta la produzione del Fellini disegnatore.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">Infine, nei giorni scorsi il direttore organizzativo Alessandro Ceccarelli ha emanato un comunicato stampa nel quale è stata presentata l&#8217;iniziativa </span><span style="color: #000000"><i>Amarcort in Cineteca</i></span><span style="color: #000000">, prevista per il 15 marzo 2013 a Rimini; con essa il comitato dell&#8217;AFF intende offrire un&#8217;ulteriore vetrina di opere in corto a coloro che durante l&#8217;edizione appena passata del festival non hanno potuto apprezzare le proiezioni a causa della gran folla presente all&#8217;evento. In tal modo Ceccarelli &amp; Co. potranno lanciare l&#8217;</span><span style="color: #000000"><i>Amarcort Film Festival</i></span><span style="color: #000000"> 2013, con tutte le novità ad esso legate fra cui quella, assai importante, della candidatura di Ravenna a Capitale della Cultura Europea per l&#8217;anno 2019: “</span><span style="color: #000000"><i>Rimini, per sostenere la candidatura,</i></span><span style="color: #000000"> – sono parole di Alessandro Ceccarelli – </span><span style="color: #000000"><i>ha proposto cinque eventi culturali, tre con organizzazione pubblica e due organizzati da privati, di cui uno è proprio il nostro evento</i></span><span style="color: #000000">”.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="color: #000000">Quindi, tutte le autrici e tutti gli autori di cortometraggi interessati ad iscrivere le loro opere all&#8217;AFF, ricordino che sta per uscire il bando di concorso dell&#8217;edizione 2013. Si preparino. L&#8217;occasione è d&#8217;oro.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/groups/amarcort/" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Vai alla pagina Facebook</span></span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
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		<title>Corti d&#8217;autore. Sospensione di Raffaele Tamarindo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 11:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raffaele Tamarindo]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Raffaele Tamarindo, regista, sceneggiatore e filmaker, si sanno le poche cose che è possibile rinvenire sul web e, nella speranza di riuscire a dedicare ad un suo cortometraggio il giusto spazio attraverso queste pagine elettroniche, con grande piacere gli dedico il mio post odierno, augurandomi che sia lui stesso a correggere le mie eventuali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://www.facebook.com/raffaele.tamarindo/photos_stream" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://sphotos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/550042_4908532523454_450312350_n.jpg" width="403" height="252" /></a></p>
<p><!--<br />
P { margin-bottom: 0.21cm; }<br />
--><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Di Raffaele Tamarindo, regista, sceneggiatore e filmaker, si sanno le poche cose che è possibile rinvenire sul web e, nella speranza di riuscire a dedicare ad un suo cortometraggio il giusto spazio attraverso queste pagine elettroniche, con grande piacere gli dedico il mio post odierno, augurandomi che sia lui stesso a correggere le mie eventuali inesattezze che circolano sul suo conto.<span id="more-1525"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Raffaele Tamarindo è di Afragola (Na) ed è, prima di tutto, giovane come l&#8217;acqua, particolare di non secondaria importanza, se si pensa che – neanche venticinquenne – ha già messo in cantiere diversi cortometraggi, tutti visibili sulla sua pagina <a href="http://www.youtube.com/user/Neverendingots?feature=watch" target="_blank"><i>You Tube</i></a> e, quel che più conta, che ha frequentato il <i>Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano</i>. Qualora tutto ciò non dovesse essere sufficiente, si deve sapere che Tamarindo riesce a comunicare in modo davvero efficace i suoi sentimenti attraverso il linguaggio cinematografico del corto e lo fa perché, al di là di tutta la tecnica che può aver incamerato in questi anni di duro lavoro, sperimentazione e studio, è convinto che alla base di ogni realizzazione artistica si trovi l&#8217;amore ovvero la capacità che ogni artista ha di mettere amore in ciò che fa, come recita l&#8217;aforisma di Hermann Hesse che spicca tra le informazioni del suo profilo <a href="http://www.facebook.com/raffaele.tamarindo" target="_blank"><i>Facebook</i></a>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Quello stesso amore che Raffaele ha messo nella realizzazione si <i>Sospensione</i> (I, 2012, 6&#8242;,31&#8221;) un cortometraggio senza parole giacché i dialoghi, a volte, sono superflui, se facciamo in modo che a parlare siano i nostri sentimenti, le sensazioni che proviamo. Come si può fare tutto ciò? Attraverso una cura approfondita della postura, delle espressioni facciali e della gestualità che vanno sotto il nome di linguaggio para-verbale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Esterno notte. Due giovani come tanti (Raffaele e Luigi). Uno passeggia a piedi, l&#8217;altro si sposta in auto. Sono entrambi pensierosi, come alla ricerca di qualcosa che manca loro o forse di qualcuno. Chi? I rispettivi sguardi non mentono. E continuano a cercare. Una muta domanda fa da filo conduttore all&#8217;intera narrazione per immagini: “<i>Dove sei?</i>” I due protagonisti si stanno cercando. A dircelo è anche lo stupendo accompagnamento musicale, che sa di violoncello e di chitarra. E si fa ritorno a casa. La serata è calda, estiva. Impossibile prendere sonno. Troppi i pensieri. E c&#8217;è quella maglietta&#8230; Il suo profumo è inebriante&#8230; E poi quel tormento: “<i>Sarà giusto? – Non voglio, non posso pensarci! Non voglio tutto ciò!</i>” E la quiete non giunge a calmare il cuore. Esterno giorno. Un parco cittadino come tanti. Gente dappertutto. Varia umanità intenta allo svago. Alla soggettiva si alternano brevi panoramiche strette. I due ragazzi continuano a cercarsi: “<i>Chissà se riuscirò a trovarlo?</i>” E poi il finale, bello, delicato, forte come l&#8217;amore, quell&#8217;amore che muove le persone, le fa incontrare e permette loro di abbattere ogni barriera mentale. Un finale tutto da vedere, godere, apprezzare. Occorre farlo proprio al fine di abbattere tutti i muri del pregiudizio e dell&#8217;ignoranza. E questo è ciò che Raffaele Tamarindo è riuscito a fare con questa opera corta dai tanti messaggi indiretti. E la sua è una piccola vittoria contro il malanimo e le parole d&#8217;odio, contro gli stereotipi, la meschinità e la grettezza mentale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Scritto e diretto da Raffaele Tamarindo, prodotto da Antonio Tiani e Mario Tamarindo, il corto <i>Sospensione</i> è impreziosito dalla fotografia di Vincenzo Tamarindo, dal montaggio dello stesso Raffaele e dalle bellissime, intense musiche di <a href="http://www.maxablitzer.com/" target="_blank">Max Ablitzer</a>, uno che di commenti musicali si intende davvero e che è riuscito a rendere ancor più veritiera la reciproca ricerca amorosa di Raffaele e Luigi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Di giovani talenti come Tamarindo è piena l&#8217;Italia, un Paese flagellato da tanti mali, non ultimo quello che sta togliendo alla cultura nel suo insieme i fondi che darebbero a molte valide promesse la possibilità di uscire allo scoperto per far conoscere al grande pubblico le loro realizzazioni. E invece si preferisce che rimangano nell&#8217;ombra, ad annaspare nel tentativo di divulgare i rispettivi saperi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Il mio plauso personale a Raffaele che, nel giro di pochi minuti, è riuscito a trasmettermi tutto il suo amore per il cortometraggio. Mi auguro di riuscire presto a dedicargli un altro articolo.</span></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=M607-p0d6vU&amp;list=UU3rDKiSmr3md2ajOjpd2Hpg&amp;index=5" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Guarda il corto</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fcorti-dautore-sospensione-di-raffaele-tamarindo%2F&amp;title=Corti%20d%E2%80%99autore.%20Sospensione%20di%20Raffaele%20Tamarindo" id="wpa2a_8"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Corti d&#8217;autore. Smile di Matteo Pianezzi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 10:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Matteo Pianezzi]]></category>
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		<description><![CDATA[Un mimo. Un padre. Una via della grande città. Un piccolo palcoscenico sul quale mostrare a chi passa un&#8217;abilità acquisita che ogni persona conserva dentro di sé, in attesa che possa uscire fuori per esprimersi. Quel padre attira i passanti con la sua perizia. Lui sa come esprimere quelle sapienti movenze, quei gesti che si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://www.teatro.org/profili/matteo_pianezzi_6830" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://www.teatro.org/public/profili/profilo_a6830.jpg" width="212" height="319" /></a></p>
<p><!--<br />
@page { margin: 2cm }<br />
		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
--><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Un mimo. Un padre. Una via della grande città. Un piccolo palcoscenico sul quale mostrare a chi passa un&#8217;abilità acquisita che ogni persona conserva dentro di sé, in attesa che possa uscire fuori per esprimersi. Quel padre attira i passanti con la sua perizia. Lui sa come esprimere quelle sapienti movenze, quei gesti che si dispiegano nello spazio in modo silenzioso.<span id="more-1522"></span> Senza parole &#8216;che le parole, spesso, sono superflue e, anzi, creano solo danni. Quel mimo è proprio bravo ed ha una marcia in più, anzi, due: riesce a trasferire la sua profonda sensibilità nei gesti sapienti, con il pensiero rivolto ogni istante, ogni minuto, alla piccola persona che lo attende a casa. E così il nostro protagonista, una volta terminato il suo spettacolo di strada, raccoglie le sue cose e, il viso truccato da clown e la bombetta calzata sulla testa, afferra la sua valigia bianca e se ne va. Durante il tragitto si ferma a guardare la vetrina di una pasticceria e decide di entrare per acquistare una bontà di cioccolata. La commessa, al di là del banco, sa già tutto quanto. Non ci sarebbe bisogno di parlare, ma una domanda la fa al mimo. Superflua, giacché ne conosce la muta risposta. “Sì”. Quando la scena cambia il mimo sta varcando la soglia della sua abitazione. Ad attenderlo, all&#8217;interno, quasi in penombra, il figlio, seduto sul divano; è pronto per recarsi a scuola, lo zaino sulle spalle, ma è molto triste. Il capo è chino, le braccia intrecciate sul busto. Il suo papà gli porge il dolce, ma quello è troppo intento a macerarsi nel suo dolore. Non vuole più andare a scuola. I compagni e le compagne di classe lo deridono, gli ricordano di continuo che lui non è come loro, che non è “normale”. E così il piccolo si è convinto di non essere come gli altri in quanto sordo. Sordo ovvero persona che, per una malattia contratta in tenerissima età o per cause genetiche, non ha l&#8217;uso dell&#8217;udito. Sordo ovvero anormale. Sordo uguale deficiente. Sordo. Come a dire menomato, ritardato, rifiuto della società. Nulla di tutto questo. Quel giovane scolaro è “un bambino uguale agli altri”, come gli ricorda il suo genitore ma, soprattutto, è forte e coraggioso. «<i>Le persone dicono un sacco di stupidaggini – prosegue il mimo – meno male io e te non dobbiamo sentire.</i>»</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Una volta tanto ho voluto parlare di un cortometraggio d&#8217;autore a partire dalle immagini narrate, tali e tante sono le emozioni che questa storia ha suscitato in me. <i>Smile</i> (I, 2011, 8&#8242;,22&#8221;) è la toccante prova di cinema breve del giovane regista Matteo Pianezzi, classe 1981, attore di teatro e di cinema che, a giudicare dalla qualità del corto messo insieme, di sicuro farà strada anche nelle vesti di regista.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Prodotto da Manfredi Saavedra per <a href="http://www.moliwoodfilms.com/sezioni.php?titolo=profilo" target="_blank"><i>Frentana Cinematografica</i></a> e da <a href="http://www.diero.it/index.html" target="_blank"><i>Diero Productions</i></a>, questo video esplora con garbo e delicatezza il multiforme mondo della sordità a partire dalla discriminazione che la gran parte delle persone sorde subisce sin dalla nascita e, mentre ci offre diversi spunti di riflessione in merito al concetto di inclusione, ci permette di fare i conti con il pregiudizio al fine di superarlo a partire da un semplice atto d&#8217;amore: come quel padre fa con il suo giovane figlio, che sta provando un forte disagio a causa del bullismo subìto a scuola, così anche noi, individui che la società considera normodotati, abbiamo la possibilità, guardando <i>Smile</i> fino ai titoli di coda, di ripensare il nostro concetto di accoglienza di chi è altro da noi mentre ci torna alla mente quella volta in cui a subire il bullismo scolastico siamo stati noi e magari a causa degli occhiali che tenevamo poggiati sul naso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Il soggetto e la sceneggiatura di <i>Smile</i> sono dello stesso Pianezzi, il quale ne ha curato la regìa insieme a Giulio Mastromauro e Francesco Maccarinelli, mentre le graziose illustrazioni che impreziosiscono il corto sono di Francesco Venturi; a Dario Di Mella dobbiamo una fotografia accurata ed incisiva, soprattutto durante il dialogo fra il mimo e il giovane studente, mentre le abili mani di Francesca Guarino hanno montato le immagini per farci gustare ogni fotogramma di questo corto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Di sicuro <i>Smile</i> farà tanta strada (intanto ha vinto la prima edizione del <a href="http://www.cinethic.it/home/" target="_blank"><i>Festival Cinethica</i></a>), prima di tutto per il chiaro messaggio che viene veicolato e poi perché è un piccolo gioiello che dovrebbe fare il giro dei festival cinematografici per corti del nostro Paese, al fine di far conoscere il grande lavoro che è stato svolto dietro le quinte, grazie al fattivo apporto dell&#8217;<a href="http://www.issr.it/benvenuto.html" target="_blank"><i>Istituto Statale Sordi di Roma</i></a> (ISSR), cui dobbiamo la conversazione silenziosa in Lingua Italiana dei Segni (LIS) che si svolge tra padre e figlio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Per finire una doverosa sottolineatura: le persone che hanno perso o non hanno l&#8217;uso dell&#8217;udito sono sorde e non sordomute. C&#8217;è una bella differenza tra chi non parla perché ha avuto le corde vocali recise e chi non può perché non ha la possibilità di ascoltare i suoni articolati che fuoriescono dalla sua bocca. Già la discriminazione cui esse sono sottoposte è enorme se, poi, ci aggiungiamo il nostro pregiudizio, non riusciremo ad andare oltre per conoscere ed apprezzare coloro che ci stanno di fronte per le qualità umane di cui dispongono e non per una menomazione che, lungi dal renderli soggetti a metà, in alcun modo può essere oggetto di emarginazione.</span></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_mGS1RIyvFg&amp;feature=youtube_gdata_player" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Guarda il corto</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/matteo.pianezzi" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Vai al profilo Facebook dell&#8217;autore</span></span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fcorti-dautore-smile-di-matteo-pianezzi%2F&amp;title=Corti%20d%E2%80%99autore.%20Smile%20di%20Matteo%20Pianezzi" id="wpa2a_10"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Corti d&#8217;autore. Lettera d&#8217;amore di Alessandro Bergallo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 11:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con grande piacere mi soffermo oggi sul cortometraggio di un amico che condivise con me i due anni del ginnasio, durante i quali una irreprensibile docente di lettere ci fornì i rudimenti di quel sapere antico che avremmo masticato per i successivi cinque anni di liceo. Da allora sono passati più di trent&#8217;anni. Alessandro Bergallo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://genova.ogginotizie.it/127966-tosse-aquot-bottega-comica-sulla-famiglia-del-terzo-millennioaquot-con-alessandro-bergallo/#.USH8TujlUfE" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://genova.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/315099_Bergallo-Alessandro-4569.jpg" width="315" height="210" /></p>
<p></a></p>
<p><!--<br />
@page { margin: 2cm }<br />
		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
--><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Con grande piacere mi soffermo oggi sul cortometraggio di un amico che condivise con me i due anni del ginnasio, durante i quali una irreprensibile docente di lettere ci fornì i rudimenti di quel sapere antico che avremmo masticato per i successivi cinque anni di liceo. Da allora sono passati più di trent&#8217;anni.<span id="more-1518"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><a href="http://www.labottegadegliattori.it/attore.asp?id=159" target="_blank">Alessandro Bergallo</a> è un attore genovese di teatro che esordì nel 1985 con la compagnia dialettale <i>Mario Cappello</i> e, da allora, non si è più fermato donando al pubblico, ligure e non, tante opere di grande valore, tutte collegate fra loro da una sottile ironia che riesce a strappare ben più di una risata, spesso amara.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Lettera d&#8217;amore</i> (I, 2007, 4&#8242;,20&#8221;) è un corto che Bergallo ha messo insieme grazie al montaggio del regista <a href="http://vimeo.com/channels/marziomirabella/page:7" target="_blank">Marzio Mirabella</a> che ne ha curato anche le riprese e narra le tragicomiche vicende di un ragazzo (Alessandro Barbini) il quale non riesce a liberarsi dell&#8217;ingombrante presenza di una vecchia fiamma alquanto insistente e dalle idee assai confuse (Martina Nocera, figlia del Grande Claudio Rufus Nocera, fondatore ed anima del gruppo genovese <i>Cavalli marci</i>).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Interno giorno. La macchina da presa effettua una carrellata e, dopo aver inquadrato una foto incorniciata priva di una metà, si sofferma per pochi secondi sulla copertina di un libro che garantisce la cura della depressione attraverso le piante; d&#8217;un tratto la piacevole musica in sottofondo viene disturbata da un rumore di vetri infranti. Come in una soggettiva la telecamera si sposta in modo brusco al centro della stanza, sul cui pavimento giace, in mezzo ai pezzi di vetro, un foglio accartocciato intorno ad un sasso. Una mano raccoglie l&#8217;involto e, dopo averlo liberato dalla pietra, lo svolge e ne legge il contenuto. Si tratta di una lettera. La voce in sottofondo – con un marcato accento ligure – è quella della ex fidanzata del protagonista, un attonito giovane il quale, dopo aver dato una scorsa alle prime righe della missiva, alza lo sguardo verso l&#8217;obiettivo con una domanda inespressa sul viso. E la narrazione continua. E con essa l&#8217;alternarsi di immagini che ci presentano ora lei, china sul foglio che sta vergando a mano ora lui, preso dalla fretta mentre mette insieme le sue poche cose per fuggire via dall&#8217;ennesimo appartamento preso in affitto e da tutte quelle finestre infrante. E dalla di lei confusione mentale. Unica compagnia dell&#8217;ex fidanzato una piantina. E così, mentre le parole di Martina si dipanano sul foglio bianco e nell&#8217;etere, il nostro eroe – sempre più perplesso – continua a vagare per la città all&#8217;inutile ricerca di una casa in cui quelle parole non possano giungere a ricordargli la scomoda presenza della giovane: <span style="font-family: Times New Roman,serif">«</span><span style="font-family: Times New Roman,serif"><i>Mi ami?! Io no&#8230; Anche se è difficile spiegare quanto mi manchi&#8230; Quando si ama davvero è così&#8230; Perché io ti amo ancora anzi, forse non ti amo, ma è difficile capire quando sei lontana da una persona&#8230;</i></span><span style="font-family: Times New Roman,serif">» Sarà forse colpa dell&#8217;oroscopo negativo? Chissà. Intanto il protagonista continua la sua odissea personale. L&#8217;ennesimo monolocale preso in affitto affaccia sul mare, ma la nostra confusa eroina non demorde e, scovato il suo ex amato bene&#8230; Rompe un&#8217;altro vetro.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="font-family: Times New Roman,serif">Difficile non ridere, mentre si guarda questo corto d&#8217;autore, nel quale la fantasia si mescola alla realtà. Sì, perché quella missiva dai toni ora drammatici ora risibili esiste davvero, venne spedita ad Alessandro Bergallo tanti anni fa da una vecchia fiamma che si era innamorata di lui ma che non era in grado di gestire un rapporto d&#8217;amore in modo maturo. Dalle contraddittorie frasi contenute in quei fogli bianchi scritti a penna il nostro autore prese ispirazione, sei anni fa, per confezionare questo corto d&#8217;autore dalla grande carica ironica che, in meno di cinque minuti, ci fa sorridere a denti stretti, mentre le immagini ci mostrano l&#8217;ennesima pietra che, dopo avere infranto un altro vetro, centra in pieno la piantina che il protagonista stava curando in modo amorevole per tentare di riemergere dalla depressione causata dalle mattane di Martina.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><span style="font-family: Times New Roman,serif">Che Alessandro Bergallo sia un autore ed un attore di grande talento non sono io a sostenerlo ma le tante persone che, da quel lontanissimo 1985, ne seguono le gesta comiche e teatrali al fianco di un gruppo di persone assai preparate, che hanno alle spalle una dura gavetta, fatta di tante porte chiuse in faccia, provini a non finire, tavole del palcoscenico calcate per mesi e mesi di tournée lontane e lontani da casa e fame, tanta fame fatta nel tentativo di inseguire un successo che, lungi dall&#8217;essere un miraggio, esiste e di continuo ci ricorda che il teatro comico non è solo quello mainstreaming e che è proprio all&#8217;interno delle piccole compagnie locali, vere e proprie fucine di fenomeni, che si formano le artiste e gli artisti di domani. Bergallo &amp; Co. ne sono un fulgido esempio. Vedere per credere.</span></span></span></p>
<p><!--<br />
@page { margin: 2cm }<br />
		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
--><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BEXuZnEDPVY" target="_blank"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Guarda il corto</span></span></p>
<p></a><a href="http://www.facebook.com/alessandro.bergallo?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Vai al profilo Facebook</span></span></span></p>
<p></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fcorti-dautore-lettera-damore-di-alessandro-bergallo%2F&amp;title=Corti%20d%E2%80%99autore.%20Lettera%20d%E2%80%99amore%20di%20Alessandro%20Bergallo" id="wpa2a_12"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Omaggio al cinema in corto di Romeo Conte</title>
		<link>http://www.cortometraggiblog.it/generici/omaggio-al-cinema-in-corto-di-romeo-conte/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 10:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cortometraggi d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Romeo Conte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nel 2011 mi sono occupata QUI del concorso cinematografico riservato ai cortometraggi che Romeo Conte organizza ogni anno nel Salento, ma chi è Romeo Conte? Regista, sceneggiatore, consulente artistico, scenografo, light designer, cineasta – l&#8217;elenco potrebbe continuare a lungo – salentino per nascita (San Vito dei Normanni, Br), nel 2003 fondò per l&#8217;appunto il [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.brindisireport.it/spettacolo/2011/07/15/salento-finibus-terrae-il-programma/" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://www.brindisireport.it/breportmedias/2010/07/Romeo-Conte.jpg" width="324" height="320" /></p>
<p></a></p>
<p><!--<br />
@page { margin: 2cm }<br />
		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
-->&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Nel 2011 mi sono occupata </span></span></span><a href="http://www.cortometraggiblog.it/generici/concorsi-in-corto-il-salento-finibus-terrae-film-fest/" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>QUI</b></span></span></span></a><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> del concorso cinematografico riservato ai cortometraggi che Romeo Conte organizza ogni anno nel Salento, ma chi è Romeo Conte? Regista, sceneggiatore, consulente artistico, scenografo, light designer, cineasta – l&#8217;elenco potrebbe continuare a lungo – salentino per nascita (San Vito dei Normanni, Br), nel 2003 fondò per l&#8217;appunto il </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Salento Finibus Terrae</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> e qui è mia intenzione soffermarmi in breve sulla sua produzione di cortometraggi.<span id="more-1514"></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>LA CREPA</b></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> – I, 1997, 9&#8242; primo corto di Conte, girato su pellicola a 35 mm, opera con la quale il nostro autore partecipò alla cinquantaquattresima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; l&#8217;anno seguente vinse il Premio Qualità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ricordo il direttore della fotografia nella persona di Maurizio Calvesi. Co-sceneggiato insieme a Pino Pavia, questo esempio di cinema breve venne prodotto dalla RAI con la supervisione di alcuni fra i più noti registi del cinema di casa nostra, fra cui Mario Monicelli, Ettore Scola e Gillo Pontecorvo</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>VIA COL VENTO</b></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> – I, 2000, 22&#8242;, il secondo corto: Conte scrisse e diresse un video girato sempre su pellicola a 35 mm che, oltre ad aggiudicarsi lo stesso riconoscimento de </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>La crepa</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">, vinse il premio speciale della giuria </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Videozoom Kodak</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> al </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Festival di Tornaco</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> (No). </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Via col vento</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> venne confezionato dalla casa di produzioni </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Day By Day</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>IL CALABRONE</b></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> – I, 2001, 18&#8242;, di cui Romeo Conte curò sia la scrittura per immagini che la regìa, è un cortometraggio sperimentale girato in formato digitale. Il direttore della fotografia fu Cesare Danese</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>TARANTRANCE</b></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> – I, 2003, più che un corto un videoclip impreziosito dal commento musicale di Antonio Infantino, grazie al quale riscosse un grande successo di pubblico e di critica</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>THE SCRIPT – IL SEGRETO DI VIRGINIA</b></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"> – I, 2005, 12&#8242;, scritto a quattro mani con Domenico Malan ed interpretato da Elena Presti, Andrea Cambi e Antonio Letta, un omaggio alla fantasia, che spinge uno dei protagonisti a vivere una vita parallela, costruita di sana pianta</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">La produzione in video di Romeo Conte non si è mai fermata e ci ha donato anche diversi documentari, fra cui l&#8217;ultimo in ordine di tempo, </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>La strada dell&#8217;oro</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">, dedicato alla produzione di olio extravergine d&#8217;oliva DOP della provincia di Brindisi, un vero e proprio omaggio che il regista salentino ha voluto fare all&#8217;intera offerta culturale di una fra le terre più affascinanti e spettacolari del nostro Paese.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Per descrivere l&#8217;intera produzione artistica di questo poliedrico studioso d&#8217;arte non sarebbero sufficienti dieci post, per cui consiglio a tutte le persone curiose di visitare il <a href="http://www.romeoconte.com/" target="_blank">sito ufficiale</a> di Conte all&#8217;interno del quale potranno trovare soddisfazione.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Chi volesse invece sapere tutte le novità dell&#8217;edizione 2013 del </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Salento Finibus Terrae</i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">, può consultare il <a href="http://www.salentofinibusterrae.com/" target="_blank">sito internet</a> del concorso per corti più famoso delle Puglie; presto vi saranno pubblicati il bando ed i primi articoli che i quotidiani locali dedicano ogni anno all&#8217;evento salentino.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/romeo.conte.9" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Vai al profilo Facebook</span></span></span></p>
<p></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fomaggio-al-cinema-in-corto-di-romeo-conte%2F&amp;title=Omaggio%20al%20cinema%20in%20corto%20di%20Romeo%20Conte" id="wpa2a_14"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I corti altri. Il caso de Il tema di Sveva</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 09:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[famiglie omogenitoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Becherini]]></category>
		<category><![CDATA[Il tema di Sveva]]></category>

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		<description><![CDATA[Interno giorno. Primo piano sul volto pensoso di una bambina che frequenta le scuole primarie. La macchina da presa stacca sulla lavagna. L&#8217;inquadratura è larga e, oltre a mobilio e suppellettili, riprende la maestra, china sulla cattedra e la lavagna, su cui sta scritto l&#8217;argomento del tema: la festa della mamma. Così si apre il [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.blogger.com/profile/03113711960602353387" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-AKTpIBIQzXM/T37r7u4TuzI/AAAAAAAAAA8/bwdjXGFYA8Q/s220/giaco.jpg" width="220" height="214" /></p>
<p></a></p>
<p><!--<br />
@page { margin: 2cm }<br />
		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
--><span style="font-size: large">Interno giorno. Primo piano sul volto pensoso di una bambina che frequenta le scuole primarie. La macchina da presa stacca sulla lavagna. L&#8217;inquadratura è larga e, oltre a mobilio e suppellettili, riprende la maestra, china sulla cattedra e la lavagna, su cui sta scritto l&#8217;argomento del tema: la festa della mamma.<span id="more-1510"></span></span></p>
<p><span style="font-size: large">Così si apre il cortometraggio <i>Il tema di Sveva</i> (I, 2012, 3&#8242;,39&#8221;), scritto, sceneggiato e diretto da Giacomo Becherini, il valente regista e videomaker che nel 2011 ha firmato il corto <i>La morte bianca</i> (7&#8242;,44&#8221;). Laureato in storia del cinema a Pisa e specializzatosi in regìa e direzione della fotografia, Becherini ha dedicato questo delicato esempio di cinema breve al controverso e più che mai attuale tema delle famiglie omogenitoriali ovvero quei nuclei affettivi con prole che rappresentano oggi, in tutto il mondo, un esempio concreto di legàmi di cui certa mentalità patriarcale e tradizionalista vorrebbe disconosce l&#8217;esistenza; e così, in soli intensissimi tre minuti e pochi secondi il regista è riuscito a proporci l&#8217;argomento dal punto di vista di una bimba di pochi anni alle prese con un tema che il mondo adulto vorrebbe di difficile svolgimento.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Che cosa potrebbe scrivere, dunque, nel suo elaborato, la non ancora decenne Sveva, per descrivere la sua famiglia? Considerato il fatto che la festa della mamma si avvicina e, quello ancor più importante, che riguarda la composizione del suo legame affettivo dentro le mura domestiche, non ci sono alternative, occorre dire la verità senza paura: Sveva ha le idee chiare e, una volta terminata la stesura dei suoi pensieri in merito, con un coraggio da tigre alza la mano e, a ridosso della fine dell&#8217;ora, chiede alla maestra di leggere il suo tema a voce alta. Pochi secondi. La piccola alunna riesce a pronunciare solo alcune parole, le più importanti: “<i>Io una mamma non ce l&#8217;ho</i>” e la campanella, implacabile, con il suo suono squillante, invita le giovani creature a lasciare le aule. La maestra comprende ma non riesce a trattenere Sveva, la quale esce dall&#8217;edificio scolastico e ritrova il padre nel cortile antistante. Il tragitto in auto verso casa si svolge con un breve dialogo e la grande capacità di sintesi del regista ci fa intuire che la bambina non è soddisfatta. Ed ecco che le immagini ci ripropongono la maestra intenta a correggere gli elaborati della classe di Sveva: “<i>Io ho due papà</i>” ha scritto la piccola, per la quale è di fondamentale importanza sottolineare che, malgrado un suo amico le abbia detto, un giorno, che “<i>senza mamma si sta male e si piange tanto</i>”, lei è felice così, perché vive con Alessandro e con Luca, che le vogliono bene e non le fanno mancare nulla. Con loro Sveva è felice e si diverte. Punto e basta.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Alla fine del corto il regista ci offre, quindi, grazie ad altrettante voci fuori campo, le testimonianze di alcune persone, figlie e figli che vivono o hanno vissuto all&#8217;interno di famiglie composte da due persone dello stesso sesso, padri e madri che, sfidando le regole non scritte di una società perbenista che di continuo ci ricorda l&#8217;esistenza di un solo tipo di nucleo famigliare, con un coraggio fuori del comune hanno dato vita a gruppi affettivi <i>altri</i> rispetto alla collettività, offrendo a quelle creature, messe al mondo a costo di enormi sacrifici pur di vedere realizzata la loro voglia di essere genitori, un amore incondizionato, esente da pregiudizi. Quegli stessi che, durante la loro vita scolastica, sono costrette ad ascoltare a partire dalla più tenera età.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Montato dallo stesso Becherini, sceneggiato dal regista con l&#8217;aiuto di Fabrizio Papotto, girato da Giordano Bandinelli ed impreziosito dalle musiche di Andrea Marconi, il corto <i>Il tema di Sveva</i> è stato messo insieme dall&#8217;Associazione culturale cinematografica <a href="http://lombrasomigliante.blogspot.it/" target="_blank"><i>L&#8217;ombra somigliante</i></a> grazie all&#8217;aiuto della <a href="http://www.sottozeroproduzioni.com/" target="_blank"><i>SottoZero Produzioni</i></a>; girato presso l&#8217;istituto scolastico di secondo grado Galileo Galilei di San Pietro in Palazzi (Li), <i>Il tema di Sveva</i> è stato interpretato da:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large">Sveva Prota (Sveva)</span></p>
<p><span style="font-size: large">Ignazio Pucillo (primo papà)</span></p>
<p><span style="font-size: large">Ranieri Del Testa (secondo papà)</span></p>
<p><span style="font-size: large">Teo Frosali (primo bimbo)</span></p>
<p><span style="font-size: large">Gregorio Prota (secondo bimbo)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large">e dai testimoni:</span></p>
<p><span style="font-size: large">Virginia Marchi</span></p>
<p><span style="font-size: large">Alessio Frazzetta</span></p>
<p><span style="font-size: large">Camilla Papotto</span></p>
<p><span style="font-size: large">Annalisa Arcai</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large">Perché è opportuno vedere <i>Il tema di Sveva</i> sino ai titoli di coda? Perché si tratta di un corto educativo che dovrebbe fare il giro delle scuole italiane; perché questo video riesce a veicolare diversi messaggi, non ultimo quello dell&#8217;invisibilità, per lo stato italiano, di centinaia di famiglie formate da persone dello stesso sesso e perché ci ricorda, in pochi fotogrammi, che gli altri e le altre da noi appartengono alla stessa società, quella umana ed hanno lo stesso modo di gioire e di provare dolore e che, nonostante i diritti umani e civili dovrebbero appartenere a tutte e tutti noi, c&#8217;è un nutrito gruppo di cittadine e di cittadini che ne sono privi.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Così, quando incontro, lungo il mio percorso umano, una coppia di donne o di uomini che sentono forte quel desiderio di genitorialità, non penso più al dolore che le loro creature dovranno provare, una volta venute al mondo, a causa di quel pregiudizio, ma al profondo amore che i suoi due padri o le sue due madri daranno loro, come viatico per le tante situazioni difficili che dovranno superare. Perché l&#8217;odio, la diffidenza e la discriminazione si combattono con due sole armi: la conoscenza e l&#8217;amore.</span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ulcIn9kslHg&amp;feature=youtu.be" target="_blank"><span style="font-size: large">Guarda il corto</span></p>
<p></a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/giacomo.becherini.1?fref=ts" target="_blank"><span style="font-size: large">Vai alla pagina Facebook del regista</span></p>
<p></a><a href="http://www.facebook.com/lombra.somigliante" target="_blank"><span style="font-size: large">Vai alla pagina Facebook dell&#8217;Associazione</span></p>
<p></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fi-corti-altri-il-caso-de-il-tema-di-sveva%2F&amp;title=I%20corti%20altri.%20Il%20caso%20de%20Il%20tema%20di%20Sveva" id="wpa2a_16"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un miliardo di ribelli danzanti contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 12:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[corti d'autore]]></category>
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		<category><![CDATA[cortometraggi di utilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Eve Ensler]]></category>
		<category><![CDATA[One Billion Rising]]></category>
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		<description><![CDATA[Trigger Warning (USA, 2012, 3&#8242;) è il cortometraggio che la scrittrice, drammaturga, sceneggiatrice e regista statunitense Eve Ensler ha scritto e prodotto insieme a Tony Stroebel per dire basta alla violenza contro le donne nel mondo; il progetto è stato portato avanti al fine di organizzare una sollevazione mondiale di persone che, durante la giornata [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://blog.iodonna.it/marina-terragni/2013/01/28/one-billion-rising-parla-eve-ensler/" target="_blank"><img class="alignnone" alt="" src="http://blog.iodonna.it/marina-terragni/files/2013/01/foto-ensler-640x426.jpg" width="384" height="256" /></p>
<p></a></p>
<p><!--<br />
@page { margin: 2cm }<br />
		P { margin-bottom: 0.21cm }<br />
--><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><i>Trigger Warning</i> (USA, 2012, 3&#8242;) è il cortometraggio che la scrittrice, drammaturga, sceneggiatrice e regista statunitense Eve Ensler ha scritto e prodotto insieme a Tony Stroebel per dire basta alla violenza contro le donne nel mondo; il progetto è stato portato avanti al fine di organizzare una sollevazione mondiale di persone che, durante la giornata del 14 febbraio 2013, attueranno una forma particolare di protesta attraverso la danza.<span id="more-1507"></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><a href="http://onebillionrising.org/" target="_blank"><i>One Billion Rising</i></a> è il nome del progetto planetario e – come ha affermato il 28 gennaio 2013 la stessa Ensler – <span style="font-family: Times New Roman,serif">«</span><span style="font-family: Times New Roman,serif"><i>in onore delle donne del Congo (…) il 14 febbraio 2013 invitiamo, sfidiamo e chiamiamo le donne e le persone che le amano ad uscire fuori dalle loro case, dalle scuole e dai luoghi di lavoro per protestare a colpi di danza. Per ballare con i nostri corpi, le nostre vite, i nostri cuori.</i></span><span style="font-family: Times New Roman,serif">» (<a href="http://blog.iodonna.it/marina-terragni/2013/01/28/one-billion-rising-parla-eve-ensler/" target="_blank"><strong>fonte</strong></a>)</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Tre minuti. Tanto dura il corto che Ensler e Stroebel hanno messo su. Un concentrato di violenza, crude immagini di stupri, infibulazioni, calci e pugni domestici sferrati da altrettanti maschi contro i corpi di femmine impotenti che un sapiente montaggio ci offre senza filtro alcuno, al fine di farci riflettere attorno ad un imperativo categorico: Fermiamo la violenza sulle donne ora! Impossibile volgere la testa per guardare da un&#8217;altra parte: i fotogrammi che si dipanano sullo schermo ci inchiodano alle nostre responsabilità e al nostro senso civico. E l&#8217;accompagnamento musicale, con una voce femminile che urla il suo canto di dolore, non può che urtare la nostra vista, come è giusto che sia. Una volta tanto la mia analisi di un cortometraggio non vorrebbe essere incentrata sul suo protagonista, l&#8217;intero mondo femminile asservito al maschilismo patriarcale che pretende di dominarlo, sfruttarlo, asservirlo con la violenza ed il ricatto. E quelle immagini continuano a ferirci. Come è giusto che sia, lo ribadisco. Violenza sotto forma di stupro, percosse, schiavitù lavorativa. Poi la musica va scemando, fino a cessare del tutto, mentre le interpreti femminili del corto, ognuna nel suo pezzo di mondo, iniziano a ribellarsi: la musica riprende più lenta di prima, mentre ha inizio la sommossa femminile. Il brano riprende la sua corsa, le donne oppresse rivolgono il loro sguardo determinato a chi guarda e, in modo lento ma inesorabile, cominciano ad alzare una mano con il dito indice all&#8217;insù. La violenza si ferma. Che la protesta abbia inizio. E con essa la danza. Forte, liberatoria, emozionante. Al suono ritmato di mille percussioni parte lo slogan: Strike, Dance, Rise!</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Perché proprio la danza? Per Eve Ensler la risposta è chiara: essa è “una via diretta alla libertà”, un mezzo incisivo di comunicazione, che contagia con la sua voglia di scuotere il mondo, con la sua volontà di rompere le regole, di infrangere uno stato di cose che nessuno ha lasciato scritto ma che è diventato usanza, costume, consuetudine.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Davvero è possibile invitare l&#8217;intero pianeta ad una danza di protesta? La risposta è affermativa, a giudicare dalla pioggia di consensi che il progetto di <i>One Billion Rising</i> ha avuto: 189 Paesi hanno detto sì e le loro cittadinanze danzeranno per contribuire a fermare la violenza – domestica e non, fisica come psicologica – che opprime il mondo femminile sulla Terra. Una piccola grande rivoluzione globale.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Persone di ogni ceto sociale, singole o riunite in associazioni, gruppi, assemblee e centri di ogni tipo si alzeranno in piedi, il 14 febbraio prossimo, alzeranno il dito indice al cielo ed esprimeranno la loro protesta a suon di passi di danza. Per un obiettivo che le accomuna. Per un bene che è di tutte e di tutti. Nessuno se ne senta escluso. Perché voltare la testa da un&#8217;altra parte per non guardare rende complici del femminicidio.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Eve Ensler il 14 febbraio prossimo danzerà a Bukavu, in Congo, all&#8217;interno di un villaggio da lei stessa creato che si chiama <i>City of Joy</i>, un centro di riabilitazione fisica e psicologica per femmine fatte oggetto di brutali violenze da parte dei maschi: <span style="font-family: Times New Roman,serif">«</span><span style="font-family: Times New Roman,serif"><i>Ballerò – ha aggiunto Ensler – insieme a migliaia di donne che stanno trasformando in forza le loro sofferenze e a migliaia di uomini che sostengono il nostro progetto.</i></span><span style="font-family: Times New Roman,serif">»</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">E tu dove sarai quel giorno? Ti unirai a noi oppure farai finta di nulla?</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gl2AO-7Vlzk&amp;feature=youtu.be" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Guarda il corto</span></span></span></p>
<p></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fun-miliardo-di-ribelli-danzanti-contro-la-violenza-sulle-donne%2F&amp;title=Un%20miliardo%20di%20ribelli%20danzanti%20contro%20la%20violenza%20sulle%20donne" id="wpa2a_18"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>The Power of Meditation</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 09:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortometraggi_lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[corti d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi animati]]></category>
		<category><![CDATA[The Misguided Monk]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Long]]></category>

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		<description><![CDATA[Volentieri segnalo dalle pagine di questo blog un cortometraggio animato dal titolo The Misguided Monk (UK, 3&#8242;,20&#8221;), ideato, scritto e diretto da Thomas Long, con tutta probabilità uno studente della Southampton Solent University, almeno da quel poco che sono riuscita a scoprire attraverso i titoli di coda del corto. Perché vale la pena di parlarne [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1501" alt="The Misguided Monk" src="http://www.cortometraggiblog.it/files/2013/01/The-Misguided-Monk-300x167.jpg" width="300" height="167" /></p>
<p><!--<br />
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--><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Volentieri segnalo dalle pagine di questo blog un cortometraggio animato dal titolo <i>The Misguided Monk</i> (UK, 3&#8242;,20&#8221;), ideato, scritto e diretto da Thomas Long, con tutta probabilità uno studente della <a href="http://www.solent.ac.uk/home.aspx" target="_blank"><i>Southampton Solent University</i></a>, almeno da quel poco che sono riuscita a scoprire attraverso i titoli di coda del corto. Perché vale la pena di parlarne qui?<span id="more-1500"></span> Per diversi motivi, non ultimo quello che riguarda le autrici e gli autori che si sono specializzati nei video animati, la cui confezione è elaborata e necessita di conoscenze ed abilità che si apprendono a stretto contatto con il PC o il Mac, il web ed i più avanzati programmi di animazione grafica.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Il protagonista della breve storia di Thomas Long è un monaco che, ogni mattina che Dio manda in terra, si esercita nella nobile danza marziale del <i>Tai Ji Quan</i> o <i>Tai Chi Chuan</i>, a seconda che si preferisca la trascrizione cinese standard oppure la translitterazione Wade-Giles. L&#8217;anziano uomo è molto ispirato mentre il suo corpo si muove sinuoso a comporre i lenti gesti di quell&#8217;antichissimo ballo orientale quando, lo sguardo assorto come di chi è in meditazione, la sua attività viene interrotta dall&#8217;abbaiare di un piccolo cane che, con una pallina rossa in bocca, gli si avvicina, gli getta il giocattolo ai piedi e, scodinzolando felice, lo invita a lanciarglielo, affinché lui possa andare a riprenderlo. Il monaco è scocciato ma, suo malgrado, decide di assecondare l&#8217;animale affinché quello non faccia più ritorno, in modo da non disturbare oltre la sua pratica quotidiana, ma così non è; il canino torna più allegro e giocoso di prima. Gli occhi dell&#8217;uomo non possono che esprimere tutta la contrarietà possibile per quell&#8217;antipatico imprevisto, che occorre risolvere al più presto: il nostro protagonista prende di nuovo in mano la pallina ma, a differenza di quanto era accaduto poco prima, questa volta imprime una forza maggiore all&#8217;oggetto per scagliarlo ben oltre il limitare dello spiazzo in cui ogni mattina egli svolge i suoi esercizi. Così il piccolo animale inizia a correre dietro al suo gioco preferito, lanciandosi oltre il basso parapetto dell&#8217;edificio. Al di sotto del quale c&#8217;è solo una massicciata. Non una siepe, né un prato che possa aver attutito il precipitare dell&#8217;animale. Il protagonista si rende conto di aver combinato un guaio, così si affaccia sul precipizio ma, non avendo scorto l&#8217;animale, pensa che quello se ne sia andato e torna a fare i suoi esercizi. Fino a quando&#8230; Il pensiero che quel piccolo cane possa essersi fatto del male non fa stare tranquillo il monaco, cui non resta che andare a cercarlo. Comincia a scendere le ripide scale del monastero con le sue babbucce scivolose e, una volta raggiunte le rocce, incespica e cade in modo rovinoso su un piccolo spiazzo sottostante; una volta riavutosi dalla terribile botta l&#8217;anziano uomo si rialza dolorante e, zoppicando, raggiunge la pallina rossa che si è impigliata poco più in là fra due rocce. Dove sarà mai il canino? Il vecchio danzatore lo trova riverso e privo di sensi ad alcuni metri di distanza, ne ascolta il flebile battito cardiaco, lo raccoglie e lo porta nella sua umile casa, al caldo di un caminetto scoppiettante. E si mette nella posizione del loto per vegliarlo in meditazione.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Ed anche in questo caso consiglio a tutte e a tutti voi di guardare <i>The Misguided Monk</i> sino ai titoli di coda, al fine di apprezzare un corto animato ben fatto e davvero bello che consegna ai nostri cuori un messaggio diverso a seconda della sensibilità di chi guarda.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Ben poco sono riuscita a rinvenire sul web in merito al giovane – così credo – autore di questo grazioso video breve, se non che Thomas Long frequenta o ha frequentato l&#8217;università di Southampton, che le musiche del suo lavoro – dedicato alla madre – sono di Alex Cowels Hamar, che i suoi ringraziamenti vanno allo staff della sezione <i>Art &amp; Design</i> dell&#8217;università e che nel suo progetto accademico in qualche modo deve essere stata coinvolta una casa di produzione di giochi animati per il PC. In ogni caso questo corto, scritto, prodotto, diretto ed animato da Tom Long è un ottimo risultato e potrebbe rappresentare un valido esempio da seguire per quante e quanti si stanno specializzando nei corti animati, magari in vista della presentazione a qualche festival con un concorso al suo interno.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Senza dimenticare l&#8217;invisibile potere della meditazione, che calma il cuore e fa bene all&#8217;intero organismo.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=32jdsjfGV90" target="_blank"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large">Guarda il corto</span></span></span></p>
<p></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: large"><b>Lidia Borghi</b></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.cortometraggiblog.it%2Fgenerici%2Fthe-power-of-meditation%2F&amp;title=The%20Power%20of%20Meditation" id="wpa2a_20"><img src="http://www.outsourcingblog.it/cortometraggiblog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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