
Circa un mese fa c’è stata la presentazione dei primi dieci corti vincitori del Festival Universitario del Corto di Roma al Festival Internazionale del Film di Roma lo scorso 31 ottobre, dopo la presentazione alla Casa del Jazz. (Vedi qui). I primi tre classificati, fra i tanti partecipanti, selezionati da una commissione mista di tecnici del settore ed universitari, hanno ricevuto una borsa di studio da Roma Capitale. Le opere sono, rispettivamente per il terzo classificato, “Penthesilea” di Emanuela Di Vito; il secondo è “La sciarpa di Pasolini” di Francesca D’archino; il primo classificato è “Il segreto di Pius” di Gioacchino “Gino” D’amico e Alessia Cappuccini.
In attesa della seconda edizione, l’iniziativa ha dato la possibilità agli studenti di sperimentare la propria creatività realizzando un’opera (della durata massima di 15 minuti, in formato Dvd) sul tema “Il valore della vita”, un modo per avvicinarsi al mondo dei giovani e alle loro prospettive sociali e professionali, dando comunque un’opportunità a chi vuole intraprendere il percorso della regia cinematografica. Si tratta di ragazzi che hanno a cuore la scrittura di una bella storia, passando per gli aspetti tecnici. Infatti, i registi del corto vincitore, dal titolo “Il segreto di Pius”, “Gino” D’amico e Alessia Cappuccini, come dichiarano in un’intervista a MP News, non lesinano commenti sulla necessità di competenze pratiche che le scuole devono insegnare, e non avviene ovunque; o anche sul budget a disposizione che ha impedito loro di avere, ad esempio, una tecnica del suono all’altezza delle loro aspettative ed esigenze.
Piccoli cineasti crescono? Il cinema italiano ne ha bisogno.
Andrea Di Cosmo